Charlie
Dreamer of impossible.
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Siamo ancora in tempo.

Il tempo è ciò che più sfugge, ma solo alla nostra mente. Tempo che vola, tempo che non è mai abbastanza, tempo che ricopre ogni nostra scusa. Tempo presente e mai sfruttato, tempo necessario e mai valutato. Tempo che si intreccia fra i rami dei nostri pensieri per farsi spazio. Tempo che sfugge solo a chi non sa cosa realmente sia. Tempo che illude, che strappa ogni momento. Tempo che è lì e mai qui. C’è sempre tempo, noi siamo ancora in tempo per chi sa aspettare.
Siamo ancora in tempo per amare, per sorridere, per tacere. Siamo ancora in tempo per un abbraccio che è rimedio. Siamo ancora in tempo per quelle poche parole da pronunciare. In tempo per esserci. In tempo per viverlo. In tempo per scusarsi, per ricominciare e andare avanti. Siamo in tempo per rivalutarci, per lasciare tutto alle spalle, per prendere la via giusta. Siamo in tempo per non aver più paura, per ridere in faccia ad essa e far finta che non esista. Siamo in tempo per recuperare ciò che perduto sembrava. In tempo per ricordare, insieme. In tempo per dire ciò che doveva essere detto. Siamo in tempo per correre e mai più fermarsi. Siamo in tempo per piangere ancora una volta, l’ultima. Siamo in tempo per ascoltare altre note, per comprenderle e viverle. In tempo per vedere e mai più osservare. In tempo per parlare, per scherzare e per giocare. In tempo per ripercorrere i nostri passi. In tempo per guardare ogni cosa in modo diverso. Siamo in tempo per sorridere davvero e per piangere di gioia. Siamo in tempo per essere fieri di chi ci è accanto. Siamo in tempo per passare il testimone a chi c’è sempre stato. Siamo ancora in tempo per un ultimo saluto. In tempo per un’ultima pioggia, un ultimo temporale, un ultimo arcobaleno. Siamo in tempo per vedere ancora la luna piena eclissare il sole. Siamo ancora in tempo per i ricordi più belli. Siamo ancora in tempo per una pace dopo la più lunga delle guerre. Siamo in tempo per vedere il mondo cambiare ancora una volta. In tempo per non sottovalutare ciò che abbiamo di più bello. In tempo per fare insieme ciò che ancora ci manca. In tempo per cadere, farsi male per poi rialzarsi. Siamo in tempo per fare altri errori, ancora e ancora. Siamo in tempo per rimediare a ogni cosa. Siamo in tempo ogni volta che vogliamo, perché tempo è sterminato, di tempo ne è esistito, ne esiste e ne esisterà, tempo è passato, futuro e soprattutto presente, tempo ne abbiamo, ne avremo sempre per fare ciò che è giusto per noi.
Siamo in tempo per uno sguardo, un abbraccio, un gesto, forse non ultimo. Siamo sempre in tempo, basta saperlo e volerlo davvero.
Sono in tempo ora. Sono in tempo per ciò che voglio.
Sono qui perché di tempo me n’è rimasto.

#Charlie

Se importa allora devi leggere.

Quel ‘ti prego non andare’ che ho trattenuto ogni singola volta che le vedevo allontanarsi. Via, lontano e senza motivo. Sono una persona complicata ed estremamente instabile, ma sono viva, davvero. Provo sentimenti come chiunque altro, il mio cuore batte a svariate velocità anche se continuo a non sentirlo. Se qualcuno mi parla, io ascolto, sempre. Se mi dici che mi vuoi bene, chiunque tu sia, io ci crederò. Ciò mi porta a tutto questo complesso di instabilità, il credere profondamente nelle persone, il donare la mia fiducia, tutte le volte. Sono gravemente instabile. Sono parole che mi fanno paura, ma finalmente so che sono quelle giute per descrivere le mie condizioni.

L’unica cosa che voglio dire è che ho bisogno di persone che mi stiano vicino e che se mi fanno una promessa la mantengano o almeno ci provino il più possibile. Leggendo tutto questo non si arriverà a conoscermi, io sono questo sì, ma sono solo parole, sono solo simboli che tu vedi attraverso uno schermo che crea immagini dove non ci sono. In realtà tutte queste parole, in fila l’una dopo l’altra, non esistono. Almeno non qui, non come tu le ricordi e le modifichi. Non sono pazza, almeno io credo di non esserlo, sono fortemente instabile sì, in questo posso credere. Se qualcuno leggesse tutto ciò che scrivo allora forse queste parole prenderanno significato o forse mi potranno aiutare ad uscire da tutto questo.

E’ iniziato tutto quella notte e poi, 15 anni, di quelle immagini che mi si presentano ogni notte. Ho attacchi di panico qualche volta, forse più del dovuto ecco. Prendo dei medicinali che secondo quanto cerco di convincermi mi aiuteranno a rimanere nella realtà per non perdermi nella mia immaginazione dove tutto sembra più stabile. Prendo medicine che mi dovrebbero aiutare, ho 18 anni e mi sento alla fine di tutto. Non ho nemmeno iniziato a vivere e già mi sento morire. Di persone ne ho viste tante e nessuna fin ora si è presa la briga di restare o di interessarsi di ciò che vivo. Basta che mi interessi di loro, dei loro problemi, di stare loro vicino e tutto va bene. Possibile che la gente veda, perchè so che mi vede, ma non si avvicina per preoccuparsene fino in fondo? Se sono così c’è un motivo, se sono così silenziosa o se sembra che io stia sempre male un perchè forse esiste, non sono i miei ad avermi fatta così. Sono sola, sempre. Avete mai pensato cosa vuol dire stare costantemente da soli? Arrivare a casa da scuola, magari dopo aver preso un buon voto e ritrovarsi da soli, senza poterlo condividere con nessuno e dover pensare solo a preparare il pranzo e ricominciare a studiare, tutto nel bel mezzo del silenzio, fino a che non arriva l’ora di andare a dormire. Sono sola, non ho fratelli nè sorelle, i miei genitori lavorano tutto il giorno e io rimango chiusa in casa senza poter far altro che continuare ad andare avanti. Lo studio occupa le mie giornate. Spesso quando mi sento tremendamente sola scrivo un ‘ciao’, non importa a chi, e questo non viene considerato o a volte non riceve la risposta che forse sperava di leggere. Bè non è che voglio rimanere sola perchè lo decido io. Ci avete mai pensato? Io sono sempre sola e quando ti abitui ad uno stato così imponente arrivi a rimanerci per tutta la vita fino a che qualcuno non verrà a tirarti fuori. Rimango nella mia bolla di sapone, perchè non saprei respirare l’aria che c’è al di fuori di essa. Sono solo io a pormi tante domande piene di ‘perchè’? Su tutto e su tutti? Sono solo io che penso sempre a come risolvere i problemi, degli altri?

Sono l’unica anche in tutto questo?

Se io riuscissi a percorrere finalmente la mia strada non riuscirei nemmeno a pensare di lasciare da parte tutti quelli che mi hanno aiutato a trovarla. Ma ti pare? Non riuscirei mai a non rivolgermi più al passato per ringraziarlo. Dia ma siamo tutti qui non perchè ad un certo punto doveva essere così e basta, ma perchè prima è successo qualcosa, siamo cresciuti, qualcuno ci ha aiutato, ci ha detto qualcosa di importante.

Non avevo forse detto che questo sarebbe stato un anno magnifico?

Sì e lo è. Già, ma per tutti quelli che adesso non vedo più intorno. Io ho perso tutto, sì lo credevo, credevo che sarebbe stato un anno finalmente diverso, ma come ti ho detto, non so respirare altra aria che non sia questa. Pensavo, anzi ho sempre pensato che in mezzo a tutta questa gente avrei trovato qualcuno simile a me, qualcuno che ci sarebbe stato, che mi avesse scritto un ‘ciao’ anche senza ragione, che mi avesse fatto compagnia durante le mie notti insonne solo per confortarmi. Io dico sempre che a qualunque ora e per qualsiasi cosa io ci sono e ci sarò, è forse una bugia? E’ anche questa una promessa e l’ho sempre mantenuta.

Provate a fermarvi un secondo e invece di pensare alla vostra vita che va una meraviglia, pensate a chi è stato lì fino ad un secondo prima. Vorrei che invece di lasciare le persone senza dir nulla almeno diate loro una parola, che pur semplice dice tutto e mai niente. Vorrei che invece di continuare a dire ‘eh ma io sono fatta così’ ritornaste indietro, dove tutto è cominciato e mi diceste ‘no, non riuscirò a starti vicino come tu credi, perdonami”. Dovete smetterla di dire che non avete tempo, che è colpa vostra, non me ne fotte un cazzo. Tu mi hai fatto una promessa, dove sono quelle parole? Non sono scritte da nessuna parte è vero, ma io ci credevo e me le ricordo ancora. Quindi se stai leggendo, chiunque tu sia, sentiti preso in causa, perchè tutti, non solo te, hanno fatto la stessa cosa e se non te ne sei ancora accorto allora spreca un minuto della tua fottutissima vita per pensarci, se pensi di tenerci ancora. Pensa a cosa non ti ho raccontato, a ciò che non sta scritto qui, perchè non ha parole per essere descritto, pensa, almeno provaci, se quella promessa era vera per te, se ti importa ancora di ciò che ti ho detto fin ora. Se invece tutto questo non è altro che un insieme di parole che non riconosci, dimmelo, ti prego. Comunque vada, in qualunque modo tu credi che sia, vieni da me per un’ultima volta e dimmi, dimmi cosa ho fatto, dimmi cosa ho sbagliato, dimmi quali parole ho detto perchè tutto arrivasse a questo punto, dimmelo, ne ho bisogno, almeno tu regalami ciò che mai nessuno a pensato di donarmi. Ho bisogno di compagnia, cosa che tu hai, ho bisogno di qualcuno che mi abbracci, cosa che tu hai. Non ti sei mai accorta di tutto quello che hai e perchè? Non hai mai concepito il fatto che quella frase, ‘io sono fatta così’, non ha senso?

E’ vero. Fai come tu hai voglia, tanto la vita è la mia e non la tua. 

Mi serve un’altra storia a cui credere e, per favore, che sia almeno in parte vera, che si componga di aria che io possa respirare, che sia per una volta, almeno una, come l’ho sempre immaginata.

Grazie.

#Charlie

Basta.

Guardo fuori dal finestrino e il paesaggio si colora di fiori. Guardo fuori e quella strada cambia, ogni giorno, al passare di ogni stagione, al passare di ogni anno, cambia. Un nuovo negozio, un nuovo albero, un nuovo edificio, un nuovo incrocio, una rotonda al posto di un semaforo. C’è sempre qualcosa che prima non ricordavo di aver notato. Anche le strade cambiano e si riempono di colore. Anche quelle crescono, diventano più grandi e più trafficate, anche loro ogni tanto si rovinano, ma poi vengono riasfaltate. Ognuna di loro ha una storia che pur diversa dalle altre ha la sua importanza.

Non riesco ad uscirne e non riesco a trovare un pensiero felice che tenga a bada la mia mente per almeno qualche minuto. Non riesco a vedere nulla, i miei occhi si riempono di immagini in bianco e nero. 

Mi fa male sentire le loro voci, sentire i loro sospiri, vedere le loro espressioni, sapere senza che dicano nulla, che mi credono pazza. Non sono pazza, mi credo pazza, perchè sento che gli altri mi vedono così. Vi prego basta, sento i vostri pensieri, li percepisco e sono più forti di tutti i miei messi assieme. Non so come uscirne e non riesco. Non riesco a trovare più nulla che mi renda felice, che mi dia sollievo, che mi tranquillizzi. Sono immersa in uno stato perenne di incomprensione e instabilità.

Vorrei scomparire, vorrei che tutti i ricordi che ho lasciato sparissero con me, vorrei non essere mai esistita, vorrei svegliarmi da questo incubo, ma non ci riesco.

Non so cos’ho, non lo so. Non c’è sempre un perchè per tutte le cose, questo lo capisco io come altre persone. Non so cosa mi sta succedendo e non riesco a controllarmi, a controllare le mie azioni, le mie decisioni, i miei stati d’animo. Non sono mai del tutto felice, del tutto triste, del tutto, interamente in un determinato e fermo stato d’animo. Sono sempre sulla parola forse, sulla frase ‘non so’, sono sempre immersa nelle mie lacrime e in pensieri che sento ma non vedo. Sono sempre in uno stato che non sarà mai possibile descrivere fino in fondo. E’ una sensazione che sento forte e chiara ma non riesco a comprenderla, a controllarla e capirla. Sono io il problema, non il mondo. Non sono gli altri o il mondo a far schifo. La felicità esiste, le cose belle esistono solo che non riesco a viverle. Non ci riesco e non c’è un perchè. Non esiste sempre un perchè. Io lo sto cercando, ma non lo trovo. Sono bloccata, completamente e ciò di cui senti di aver bisogno è di qualcuno che mi abbracci, forte, che non dica nulla, soprattutto ‘che passerà’ o ‘non è niente’, che stia in silenzio e che senta cosa sto provando. Che mi abbracci forte e a lungo, il più possibile. Sto male, è l’unica cosa che so, ma il silenzio è l’unica cosa che posso dare. Non sembra nulla, ma è tutto. Il silenzio per me è ciò che mi fa paura, ma anche ciò che mi ferma i pensieri.

Smettetela di pensare che sono pazza, che sto male per nulla, che dovrei vivere, che dovrei lasciarmi tutto alle spalle, che tutto passa, che non dovrei dare importanza a tutto questo. Smettetela di dirlo e di pensarlo. Basta, smettetela, non voglio sentire nè voi nè i vostri pensieri. Basta, vi prego. Smettetela. 

Sarò troppo pessimistica, ma io non credo che la mia vita sia finita, non credo che mai ne uscirò. Solo che adesso non ci riesco, non ci riesco e basta, non lo so il perchè, non lo so, non so nulla. 

Vi prego, basta.

#Charlie

My Mad Fat Diary

Quando stai male non appartieni più a te stessa.
Non hai voce in capitolo.
Ogni dottore è un altro genitore, ogni corsia un’altra classe, ogni pillola un altro pezzo delle loro stronzate che devi mandar giù.
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l. l.