Charlie
Dreamer of impossible.
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You’re beautiful and worthy and totally unique. People insult each other based on their own insecurities — even though it may feel personal, it really never is. Really. Seriously.”

(Fonte: iheart-stonefield, via emmajstonedaily)

L’unico momento inesistente.

Sarebbe il momento giusto per piangere.

Anzi

Sarebbe giusto piangere proprio adesso?

Non trovo spiegazione, di sicuro è vero che ognuno vive le proprie verità che mai saranno compatibili con quelle altrui. E’ anche vero che vivo in un insieme di verità che mi stanno demolendo lentamente e senza pietà. Ogni secondo che passa è vuoto e interminabile, bisognoso di colori. Ne parlo sempre, forse perchè ogni volta che guardo fuori dal finestrino di una macchina in corsa non vedo altro che colori e ne rimango meravigliata. Fosse per me vivrei tutti i giorni così, guardando ciò che fuori mi circonda descrivendolo nella mia mente come cosa perfetta. Voglio che tutto di essa sia come deve essere. Se vedo lacrime sono pronta ad asciugarle, se vedo dolore sono pronta ad alleviarlo, se vedo felicità sono pronta sempre a sostenerla. Sono pronta a sostenere il mondo con ogni forza in corpo, a guardarlo nella sua piccola perfezione, a viverlo come nessuno potrà mai capire. Mi sento dentro a questa verità pur essendone completamente fuori, ogni cosa intende ciò, ma sono sempre stata testarda e non ho mai rinunciato a mettere da parte il mio orgoglio e ad inseguire ciò che ritengo importante. Non ho mai rinunciato a vivere ogni emozione o pianto che non era mio. Non ho mai rinunciato a caricarmi sulle spalle il peso di ogni persona che mi parlasse. Non ho mai rinunciato ad ascoltare e a sperare di essere ascoltata. Ho sempre voluto fare il possibile così da non rimpiangere nulla. Ho guardato dietro di me e mi sono accorta che ogni passo che facevo era verso chi ne aveva bisogno, esclusa me. 

E’ da tempo che non scrivo più e forse ho trovato il momento giusto per ricominciare. Se non potessi scrivere o pensare credo che tutto ciò che vedo ogni singolo giorno non sarebbe mai esistito: ogni suono, ogni fruscio, ogni risata, ogni tramonto, ogni pianto, ogni dolore, ogni gioia, ogni scoperta, ogni cosa non l’avrei vissuta nel modo così profondo che mi ostino a credere giusto. 

Non è di vitale importanza dare un così profondo peso al mondo in ogni suo dettaglio. Non è corretto essere diversi da ciò che gli altri pensano tu sia. Non è vantaggioso esserci. Non è vantaggioso provarci e riprovarci pur ricevendo mille delusioni e mille insulti. Non è bello vestire la propria personalità. Non è accettabile nascondersi. Non è ritenuto pensabile che ognuno abbia i suoi problemi. Non è mai vero ciò ognuno si ostina a ritenere tale. 

Purtroppo io sono contro a tutte queste sette righe e a molto ancora che in questo momento, pur essendo quello giusto, la mia mente sbiadisce per non dare ulteriore peso ai miei pensieri. Sono il contrario di tutto e quindi il contrario di questo mondo perfetto che non rinuncio a curare. 

Mi servirebbero più momenti giusti. Mi servirebbero più parole. Mi servirebbe una persona, almeno una che veda invece di osservare e basta. Non mi serve una psicologa che mi faccia sentire a disagio con i miei problemi. Non mi serve essere sempre giudicata. Non mi serve essere trattenuta per evitare di sbagliare.

Io voglio entrare in questo mondo, voglio saperne di più, voglio poterlo vedere tutto, voglio poter toccare, annusare, assaporare, sentire e vivere ogni suo colore, voglio che qualcuno mi dia una possibilità per fare tutto questo, per sbagliare finalmente. Vorrei che almeno in ciò che vedo esista qualcuno che finalmente voglia davvero ascoltarmi. 

E’ tutto ciò di cui ho bisogno. Quel qualcuno che mi chieda di parlargli, che faccia il possibile per aiutarmi, che non si arrenda a tutte le delusioni che gli renderò, che non abbia altro pensiero, che voglia davvero stare con me, che colga il momento giusto per essere ciò che sono sempre stata per tutti e mai per me stessa.

Non mi serve una psicologa. Non c’è bisogno di una laurea per capirmi e per volermi aiutare. Non c’è bisogno di farmaci o di antidepressivi per rendere una persona meno triste. Non c’è bisogno di molto per guarire le persone psicologicamente instabili come me. 

Serve una persona. Una sola che abbia il coraggio di essere tutto questo per chi davvero ne ha bisogno, sopratutto per chi ha dato tutto a chi aveva troppo e ora rimane davanti ad un pc a scrivere per chi ha tempo di leggere senza niente in mano e niente in cuore, solo immersa nel momento più giusto, scrivendo ciò che avrebbe voluto dire ad ogni persona che ha amato.

Ogni secondo che si perde pensando a cosa sarebbe giusto fare, una persona arriva al limite di se stessa aspettando che un miracolo la salvi.

Ogni giorno mi chiedo cosa ci sia di tanto sbagliato in me che mi precluda ogni sorta di felicità donata a tutti loro.

In questo preciso momento sono sola e sto aspettando quell’unico aiuto.

L’unica cosa che per fortuna riesco a tenermi stretta è la speranza.

Dovremmo convincerci che ogni momento è quello più giusto per salvare una persona.

Ciao #Charlie

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l. l.